Morire di speranza



Martedì 26 giugno 2012 alle 19.30 Mons. Luigi Palletti, Vescovo ausiliare di Genova ha presieduto una veglia di preghiera per quanti muoiono nei viaggi della speranza verso l'Europa. Sono intervenute circa 300 persone, soprattutto giovani e stranieri. In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, la Comunità di Sant’Egidio organizza veglie di preghiera in diverse città italiane ed europee per ricordare gli uomini, le donne, i bambini che perdono la vita nei viaggi della speranza verso l'Europa.

Sono tanti, troppi. Il 2011 ha registrato un record, il più alto numero di rifugiati nel mondo dall’inizio del secolo: ottocentomila persone.
Benedetto XVI ha manifestato preoccupazione per le condizioni di tante persone “costrette a fuggire dalle proprie terre, perché minacciate dai conflitti armati e da gravi forme di violenza” e ha assicurato l’impegno della Santa Sede per il rispetto dei loro diritti.
Non tutti i migranti riescono ad arrivare alla meta: molti, nessuno sa quanti, non ce la fanno nemmeno a raggiungere le coste nordafricane perché muoiono nella lunga traversata del deserto. Altri trovano la morte nel Mediterraneo. L’Italia nel 2011 ha avuto il triste primato del numero di profughi morti durante il viaggio per raggiungere le sue coste, oltre 2200 persone. E' recente la notizia di otto profughi dispersi nel canale d’Otranto. Sono uomini, donne e bambini in fuga dalla fame, dalla guerra, dalle persecuzioni per le quali in molte parti del mondo ancora si muore. Sono esseri umani talmente disperati da rischiare di mettere a repentaglio la loro stessa vita pur di arrivare alle soglie della salvezza che l’Europa per loro e i propri figli rappresenta.
Le Veglie di preghiera hanno il significato di non dimenticare la speranza di tante persone e la sofferenza di chi cerca rifugio per non rassegnarsi alle tragedie ma impegnarsi per un mondo più umano e giusto.
Alla veglia sono state lette alcune storie che riportiamo di seguito.

Insieme ad alcuni dei loro cari, facciamo memoria di quanti hanno  perso la vita fuggendo dall' Asia, dal Medio e Estremo Oriente e dal continente Americano:

Ali, afgano di 16 anni, trovato morto in un TIR a Venezia il 2 maggio 2012. Con lui ricordiamo anche Shajan Ahmadi di 16 anni e Sadeq di 17 sono morti quest'anno perasfissia mentre viaggiavano verso l'Italia chiusi nel vano laterale dei camion.
Insieme a lui ricordiamo:
1. 7 persone provenienti da Afghanistan Libia, e Tunisia sono disperse dopo che la loro  piccola imbarcazione è naufragata nel canale d'Otranto il 19 giugno 2012.
2. Rathnam dello Sri Lanka, morto di stenti nel deserto tra la Russia e il Kazakistan nel dicembre del 2000, mentre tentava di raggiungere la Germania.
3. Rolando, giovane cubano di 23 anni, ritrovato in Spagna il 13 luglio 2011, nel  carrello di atterraggio di un aereo proveniente da Cuba.
4. Li, Huang, Xiao, con altri 9 cinesi, annegati nel mare vicino a Ragusa nel marzo  2005.
5. Arif e Myat, con altri 13 connazionali dal Pakistan e Myanmar, morti asfissiati in un  camion proveniente da Istanbul e diretto in Gran Bretagna nel luglio 2008.
6. Baj Singh, indiano di 33 anni, schiacciato dalle ruote del camion sotto il quale era  nascosto in Gran Bretagna nel settembre 2008.
7. Tawfiq, giovane palestinese morto assiderato nel tentativo di guadare il fiume Evros, al confine tra la Grecia e la Turchia, il 1 gennaio 2012.
8. Khair, Mohammad Arif, Latif Isà, sono morti insieme ad altri 30 giovani afgani, per  il naufragio della loro imbarcazione vicino all'isola di Corru mentre si dirigevano  verso l'Italia il 16 gennaio 2011
9. Salim, Rajib e Tayyeb e altre 267 persone, cittadini del Bangladesh, Pakistan, e altri  paesi, annegati per il naufragio dell 'imbarcazione il 2 giugno del 2011 nel Mediterraneo a 300 Km da Tripoli.
10. Hanan, giovane madre di 30 anni, con i due figli Daniel e Ayoub di 8 e 5 anni,  irakeni curdi, ritrovati a seguito di un naufragio a Preveza davanti alle coste della Grecia il 19 maggio 2011.
11. Malalai, bambina afgana di 9 anni, insieme a suo nonno Khair e altre 22 persone da Afghanistan, Bangladesh e Nigeria, morte tra il giugno 2011 e il giugno 2012 lungo il confine tra la Turchia e la Grecia.

Insieme ai loro cari e allo loro famiglie, facciamo memoria di quanti hanno perso la vita
fuggendo dall' Africa e dall'Europa:
Dawit di 26 anni, giovane eritreo, dopo aver tentato per due volte di entrare in Europa, nel maggio del 2010 è giunto davanti l'isola di Lampedusa ed è stato rimandato in Libia. Il 22 marzo del 2011 è partito con altri da Tripoli ma non è mai giunto in Italia.

1. Con lui c'erano: Letedran, Hàili, Saba, Semret di 20 anni, Tekie, Tesfit, Solomon, Weldemicheal, Selam, Yonas di 17 anni, Raghwa, Abrha, Trhas, Berhane, Seare Zirai, Eden, Habteab, Frelgi, Tewelde, Guoy e Amlesom morti con altri 313 eritrei ed etiopi
2. Fansu Dambo, ghanese di 30 anni, Godwin, George, Firahwet, con altre 55 persone di nazionalità Nigeriana, Etiopica, Eritrea e Ghanese sono morte di stenti nella loro barca alla deriva per 16 giorni nel Mediterraneo nel mese di aprile 2011
3. Alkali del Mali, Insa e Mahmadou del Senegal, Job della Guinea, Alain e Robert della Costa d'Avorio con altri IO sono morti di sete e di fame durante il tentativo diattraversare il deserto algerino per giungere in Europa il 15 agosto del 2010.
4. Solange, Akite, Mengie, giovani donne congolesi delle quali una incinta, sono morte di stenti nel deserto algerino, nel tentativo di raggiungere il continente europeo attraverso il Marocco il 30 dicembre 2011.
5. 46 giovani dal Marocco, partiti il 25 giugno 2011, sono annegati dopo il rovesciamento
della loro imbarcazione vicino alle coste spagnole, a Granada.
6. Artan, Valbona, il piccolo Andi, con altri 13 kosovari annegati nel fiume Tisza, al confine tra la Serbia e l'Ungheria il 15 ottobre 2009.
7. Zeinab e Rukia, giovani donne dalla Somalia, trovate morte con altre lO donne, due uomini e un bambino il 15 gennaio 2012 sulla spiaggia libica vicino Misurata. Altre 40 persone partite dalla Libia nella stessa barca sono disperse.
8. Leonie Fuamba, di 38 anni e Cinie, di 28 anni, del Congo, morte il 13 aprile 2011 nello schianto della barca sugli scogli di Lampedusa, e con loro, ricordiamo altre 5 persone morte nella barca che trasportava 57 profughi il 16 marzo 2012.
9. Mohamed Ali, Walid, di 17 anni, Ibrahim, di 15, e Ahmed, di 16, tunisini, annegati il 26 marzo 2011 davanti alle coste tunisine, e nel tragico episodio del 2 giugno 2011, 140 persone dalla Tunisia, Costa d'Avorio e altri paesi sono annegati a causa del rovesciamento del peschereccio.
10. Madou del Mali, Joseph dell'Eritrea, Diawara e Fosseni del Mali, Toure della Costa d'Avorio morte insieme alle oltre 2700 persone nel 2011, cercando di raggiungere l'Italia.
11. Ricordiamo tutti i 18.315 morti nel tentativo di raggiungere il continente europeo, di molti dei quali è sconosciuto anche il nome. Con loro facciamo memoria di tutti quelli che dall' Africa e dall'Europa hanno perso la vita per raggiungere l'Occidente. I loro nomi sono noti al Signore.